Parliamo!

Parliamo! Accendi-conversazione di coppia

Parliamo! Accendi-conversazione di coppia

Parliamo! è un set di carte per accendere una conversazione tra due persone, da soli o in compagnia, per ricominciare a parlare in famiglia. Su ogni carta è riportata una domanda da fare all’altro per conoscersi meglio, scoprire come la si pensa e parlare di argomenti importanti per la vita di una coppia.

Dall’8 gennaio 2013 il kit è disponibile anche su smartphone e tablet  con sistema operativo iOS e Android.

phones

 

 

 

 

 

 

 

Perché queste carte “Parliamo!”

Perché l’amore tra due persone deve essere nutrito da un dialogo continuo e profondo che impedisca alla vita in coppia di inaridirsi e di soccombere alle mille difficoltà di ogni giorno. Due innamorati si parlano. Hanno un mondo da scoprire, di domande da porsi l’un l’altra. Il matrimonio e la vita in famiglia deve far continuare ed aumentare in profondità e ricchezza il dialogo e la conversazione tra chi si ama. Troppo spesso, presi dalle mille cose da fare, si smette di parlare o si parla superficialmente di spese, appuntamenti, scadenze o pettegolezzi. Si crea così un distacco e una lontananza che minacciano in profondità il rapporto di coppia e fanno dimenticare il vero significato della vita a due, la bellezza di essere compagni nel cammino della vita.

Le carte Parliamo! sono state create per fornirvi nuovi stimoli alla conversazione di coppia.

La storia

La storia di questo lavoro inizia quando una giovane coppia decide di sposarsi. Lei si chiama Alessandra, lui Paolo. Sono già sposati in comune e hanno tre figli, sembra superfluo quindi il matrimonio in Chiesa ma loro da poco hanno incontrato un sacerdote che ha parlato di Gesù Cristo in un modo affascinante e lo hanno seguito.

Il sacerdote è un tipo bizzarro ed eclettico, Don Pietro è il suo nome, ma per tutti è Donpi. Lui propone alla coppia una serie d’incontri, una catechesi, per approfondire l’argomento, visto che la coppia ha molto entusiasmo ma conosce poche informazioni sul matrimonio cristiano. Così nella casa di campagna di Alessandra e Paolo, in maniera informale e piacevole tra una fetta di torta e un bicchiere di vino, mentre i bambini giocano, i tre chiacchierano e diventano amici. Sono talmente belli quegli incontri che a volte si protraggono anche per cena.

Un giorno Paolo mostra a Donpi un “kit di conversazione” per i clienti degli hotel americani, normalmente gente d’affari sempre in viaggio. E’ pensata per chi è lontano da casa, ha magari solo un paio d’ore e scende al bar dell’hotel per bere qualcosa e fare quattro chiacchiere con qualcuno. E’una scatola di cartone con dentro una serie di schede con scritte delle domande per iniziare una conversazione. L’idea sembra sicuramente originale, pensa Donpi, ma subito gli viene in mente che quella formula potrebbe avere un altro scopo.

La stragrande maggioranza dei matrimoni in crisi è segnato dalla mancanza di un dialogo vero tra la coppia, perché le cose da fare in una famiglia sono tante, i ritmi di lavoro pesanti, l’impegno dei figli impegnativo. Tutto questo fa sì che i punti di vista diversi fra coniugi vengono in molti casi “sopportati” ma non approfonditi per cercare di trovare basi e strategie comuni.

Da qui l’idea: perché non usare uno strumento analogo che possa aiutare gli sposi a parlarsi? Ma il kit di conversazione nasce come un gioco e all’inizio tale deve rimanere per evitare che diventi pesante, quindi controproducente. Le domande saranno simpatiche (una clessidra) e possono essere fatte con amici. Man mano che uno prende confidenza e vuole approfondire allora può usare le schede più delicate e che scendono più in profondità. “Credi che i compiti in famiglia siano equamente divisi o siano sbilanciati?” oppure “Quando nel rapporto di coppia ti sei sentito più libero?”aiutano a capire le motivazioni dell’altro o a rilevare dei punti di vista che non sempre sono chiari nella coscienza.

Donpi dice che lo regalerebbe alla fine del corso per fidanzati, dove forse si è più motivati a farsi delle domande…

Vengono coinvolte altre persone, una coppia di Milano, Valeria e Alex, e una ragazza, Francesca, che ha iniziato un’esperienza di ascolto tra i giovani.  Paolo lo progetta e cerca lo stampatore e Valeria, Francesca e Alessandra scrivono le domande.

Così, tra una fetta di salame e un tortello alla ricotta, l’avventura parte.

A gennaio 2013 grazie al lavoro di traduzione e localizzazione di Camille e lo sviluppo del software da parte di Elisa, giungiamo alla realizzazione delle prime APP dell’Associazione!

screenshot1