Robot @ Verdeto 2018

 

“La cosa importante non è tanto che ad ogni bambino debba essere insegnato, quanto che ad ogni bambino debba essere dato il desiderio di imparare”.

Questa frase di John Lubbock è stata scritta nei primi anni del 900 nello stesso periodo in cui Albert Einstein ha pubblicato la Teoria della Relatività e nonostante siano trascorsi più di cento anni resta un monito per tutti coloro che si impegnano nella formazione delle generazioni più giovani. Lubbock e Einstein erano persone comuni che hanno oltrepassato i limiti perché mosse dalla curiosità, da quell’istinto che nasce dal desiderio di sapere qualcosa per andare oltre le certezze e scoprire nuove cose. Essere curiosi, dunque, da sapore alla vita e la scienza è un modo per organizzare la propria curiosità. Questo è lo spirito che ha animato la terza edizione della vacanza scientifica che si è tenuta all’Antica Pieve di Verdeto nella prima settimana di luglio alla quale hanno partecipato 25 giovani dell’età compresa tra i 10 e i 14 anni. Dopo la scoperta della luce della prima edizione e la scoperta di Marte della seconda, quest’anno il tema trattato è stato “il tempo”, un argomento certamente complesso che il team di educatori e ospiti, coordinati dall’Ing. Paolo Rossetti e da Don Pietro Cesena, ha saputo affrontare senza la presunzione di dare una risposta unica alla domanda che da sempre l’uomo si pone: “che cos’è il tempo?”

Come si può quindi suscitare nei bambini e nei giovani il desiderio di imparare?

Ragazzi impegnati nella ricerca di oggetti per la reazione a catena

La risposta per noi è attraverso l’esperienza.                Basta guardarli appassionarsi per lo smontaggio e il montaggio di un oggetto che scoprono, guardarli costruire una reazione a catena unendo robot a oggetti di uso comune e il modo in cui ne cambiano l’utilizzo. Basta guardarli mentre esprimono la loro fantasia.

La costruzione di una meridiana

Grazie a questo principio ispiratore, in un passaggio trapassato, presente e futuro, i ragazzi hanno potuto sperimentare e costruire con le proprie mani oggetti per la misurazione del tempo come la meridiana e la clessidra e sono venuti a conoscenza del fatto che non esiste nel cervello un meccanismo assoluto per misurare il tempo, ma che la sua percezione resta ancora oggi un mistero. Attraverso gli esperimenti proposti dal Prof. Giacomo Porcari, docente di fisica all’Istituto Marconi di Piacenza, hanno compreso i fenomeni fisici legati al tempo, con l’attore-doppiatore Luca Catanzaro hanno scoperto che il timbro della voce definisce chi siamo e la nostra storia. Con Christian Chang, giovane ricercatore di Losanna, e gli organizzatori della vacanza hanno infine viaggiato nel tempo attraverso quattro Escape Games a tema creati per stimolare la mente, la logica, l’intuito e soprattutto la collaborazione.

Una settimana intensa quindi scandita dal “tempo”, un tempo per giocare, un tempo per sperimentare, un tempo per riflettere su sé stessi e un tempo per conoscere gli altri.

 

L’impegno e il sorriso dei ragazzi per tutta la settimana, gli abbracci e gli arrivederci dell’ultimo giorno sono stati per noi organizzatori la conferma che questa vacanza scientifica può aiutare ad aprirsi a possibilità infinite. Non è pretesa che i ragazzi ne escano programmatori di robot o piccoli scienziati, ma se ognuno di loro è andato a casa con una domanda alla quale cercherà una risposta allora avremo raggiunto il nostro obiettivo di renderli più curiosi e quindi desiderosi di imparare.

Le clessidre costruite dalle quattro squadre con differenti misurazioni del tempo

Luca Catanzaro mentre dialoga con i ragazzi insegnandogli a recitare un pezzo di un’opera teatrale

Il Prof. Giacomo Porcari mentre spiega il pendolo

 

 

 

Paolo Rossetti mentre utilizza il Thymio come pendolo

 

 

 

Le leggi della fisica in una dimostrazione con i robot Thymio

 

Le leggi della fisica in una dimostrazione con i robot Thymio

 

 

Una parte della reazione a catena costruita con materiali di recupero e robot Thymio

La gita alla Pietra Parcellara

 

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