Insegnare la programmazione per bambini e ragazzi

Quando ho iniziato ad usare i computer negli anni 90 ogni computer aveva un ambiente di programmazione semplice, come il BASIC o il Logo. Era naturale per tutti coloro che possedessero un computer imparare a programmarlo, almeno in modo semplice, e a comprenderne il funzionamento. Ora la complessità dell’informatica ed il numero di “strati” di software creati negli anni è tale da rendere la programmazione una attività per pochi esperti. Abbiamo una moltitudine di utenti ed una piccola minoranza di sviluppatori di software. Non è necessario come una volta saper programmare per poter utilizzare un computer e non ci sono nei PC, Console Nintendo, XBOX ecc strumenti di programmazione semplici e accessibili come c’erano ai tempi del Commodore 64, Atari 800 ecc.

E questo non sembra interessare minimamente ad Apple, Microsoft, Sony, Nintendo ecc. Anzi. A parte chi decide di installare Linux per tutti gli altri la complessità è adeguatamente nascosta sotto strati di interfacce utente che consentono una sempre maggiore usabilità ma che rendono sempre più complesso per un neofita comprendere il funzionamento del proprio device e lo rendono sempre più dipendente da altri esperti per fare praticamente qualsiasi cosa che non sia stata progettata e realizzata da altri.

Ma la buona notizia è che un numero sempre maggiore di strumenti di programmazione semplici e pensati per chi inizia a programmare è in aumento. Molti degli strumenti a disposizione sono assolutamente semplici e forniscono una gratificazione notevole, anche più degli strumenti che avevamo a disposizione un tempo.

Ci sono strumenti per creare giochi, animazioni e persino App per tablet e smartphone e completamente gratuiti per la maggior parte.

Possiamo dividere i programmi di formazione alla programmazione in quattro categorie:

Ci sono piattaforme per creare codice sorgente scrivendo direttamente il codice, ci sono ambienti visuali dove è sufficiente spostare elementi visuali per creare programmi, spesso evitando la frustrazione degli errori di battitura, ci sono strumenti per creare giochi e app senza scrivere una sola riga di codice utilizzando delle strutture personalizzabili, template, ed infine strumenti che non richiedono che una connessine al Web, nulla da scaricare ed installare sul proprio PC o tablet.

Nei prossimi articoli iniziamo a vedere i diversi ambienti.

Un pensiero su “Insegnare la programmazione per bambini e ragazzi

  1. Ciao.
    Ho iniziato anche io negli anni ’90 (del secolo scorso!), però non a programmare ma ad usare un pc.
    Ero un utente assolutamente inesperto (anzi proprio impedito), però per come funzionavano le cose allora, sono stata “costretta” ad imparare MS-DOS e a capire per poter fare qualcosa di più che scrivere testi in txt! Di sicuro la mia naturale curiosità e la mia voglia di sapere sono state uno sprone, però era prorpio il funzuionamento della macchina stessa che ti costringeva a comprendere per poter fare. Prima l’utente era una persona che “guidava” la sua macchina (magari piano e male) ma sependo come era fatta e come si guidava, ora col pc si può andare a mille all’ora, fare gare di F1…senza neanche sapere su quale mezzo ci si trovi. Siamo sempre più utilizzatori e sempre meno consapevoli di ciò che stiamo utilizzando.
    Quindi, ben vengano gli strumenti di cui parli in questo post (e buono che esista Linux).
    Simona

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