4° Vacanza Scientifica Robot@Verdeto 2019

Siamo giunti alla quarta edizione della vacanza scientifica all’Antica Pieve Verdeto che anche quest’anno ci porterà a giocare e a riflettere su temi importanti per i nostri figli e per noi.

Dopo la Luce, Marte e il Tempo, affrontati nelle tre precedenti edizioni, da domenica 30 giugno a venerdì 05 luglio il tema che farà da filone per tutta la settimana saranno l’attenzione e la concentrazione.

Oggi viviamo nel mezzo della più grande battaglia al mondo per la conquista della nostra attenzione e rischiamo di essere distratti e confusi. Riscopriamo insieme i “superpoteri” della concentrazione e dell’attenzione e cerchiamo di capire come funzionano le tecnologie della persuasione e come lavorano gli architetti dell’attenzione. Torneremo più forti e contenti!

Tra robotica, giochi, gite e merende, il team di educatori cercherà di far vivere ai ragazzi una esperienza divertente, ma anche costruttiva, così come lo è stato dalla prima edizione.

Le iscrizioni sono aperte fino al raggiungimento dei 24 posti disponibili e si chiuderanno in ogni caso il 16 giugno 2019.

E’ possibile iscriversi presso la Segreteria della Parrocchia Santi Angeli Custodi in via Trebbia a Borgotrebbia (PC) aperta dal lun. al ven. dalle 17 alle 19, oppure inviando una mail a paolo@laformadelcuore.org

Un robot per parlare di competenze sociali

Le competenze sociali riguardano tutte quelle forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficacie e costruttivo alla vita sociale evitando e/o risolvendo conflitti, con il fine ultimo di raggiungere uno stato di benessere sia personale sia sociale.

La base comune di questa competenza comprende la capacità di comunicare costruttivamente, esponendo il proprio punto di vista rispettando e ascoltando quello degli altri in un dialogo che diventa una sana negoziazione tra il proprio pensiero e i propri desideri e quelli di coloro che appartengono al medesimo contesto sociale. 

La nuova didattica oggi si avvale della proposta dei fratelli David e Roger Johnson, che descrive i quattro punti chiave per lavorare bene in gruppo e quindi maturare nei cittadini le competenze sociali:

  1. conoscersi e fidarsi gli uni degli altri
  2. comunicare con chiarezza e precisione
  3. accettarsi e sostenersi a vicenda
  4. risolvere i conflitti in maniera costruttiva

Fortunatamente le competenze sociali oggi vengono sviluppate nei bambini fin dalla scuola materna con attività e atteggiamenti propedeutici che li seguiranno per tutto il percorso di studi, nel tentativo di avere un sempre più elevato numero di cittadini liberi.

Perché ciò avvenga, le Nuove Tecnologie ci vengono incontro perché, se usate a favore dell’umanità e non a beneficio di pochi, favoriscono la comprensione di tutti quei concetti che la classica lezione trasmissiva fatica a passare.

A testimonianza di quanto finora scritto, lo scorso 11 marzo presso la scuola primaria di Travo in provincia di Piacenza ha sperimentato un’attività che ha coinvolto i bambini delle classi 3^ e 4^ in occasione dell’incontro tra insegnanti che partecipano al progetto Erasmus.

Gli insegnanti provenienti da Norvegia, Finlandia, Olanda e Romania sono stati spettatori di una sfida in cui i piccoli partecipanti, divisi in quattro squadre, dovevano accordarsi su quale premio ricevere mediando tra la propria decisione e quella presa dai compagni, in modo da arrivare a una scelta unanime. 

Per rendere più accattivante la sfida sono stati utilizzati quattro robot Thymio, precedentemente programmati dai bambini, e altrettante piste che terminavano di fronte a quattro diversi premi di uguale interesse. Il tempo a disposizione e le regole stabilite in precedenza hanno dato vita a un dialogo tra i componenti delle singole squadre prima e tra i capi squadra in un secondo tempo, ma ciò che è emerso maggiormente sono state le abilità e le competenze sociali dei piccoli partecipanti.

Sia gli insegnanti italiani, sia quelli giunti dai diversi paesi della Comunità Europea, hanno potuto vedere in pochi minuti come i nostri piccoli cittadini riescono a mediare e negoziare i propri interessi con il gruppo e tra gli applausi finali il pensiero di ogni adulto è stato il medesimo: “la didattica che si serve in modo costruttivo dei dispositivi tecnologici può portare i bambini di oggi a diventare domani uomini e donne competenti a livello personale e sociale, ma soprattutto inclusivi”. 




Riavvia il sistema

Oggi si discute molto sui rischi e sulle opportunità forniti dal web e stanno aumentando in maniera esponenziale gli incontri e le iniziative promosse da Enti, Associazioni e Pubblica Sicurezza per discutere e sviluppare competenze al fine di ovviare soprattutto gli avvenimenti negativi e i comportamenti antisociali che oggi troviamo in larga scala sulla rete . Rimane il fatto che spesso i genitori si trovano impotenti di fronte al web, vuoi perché l’uso che ne fanno è diverso da quello dei figli, vuoi perché il tempo a disposizione per condividere con loro tempi e spazi è sempre meno.

Ciò non toglie che noi adulti siamo ancora disposti a metterci in gioco per non affondare nel mare del web e ci ritroviamo in queste serate per condividere dubbi e paure, ma anche proposte di cambiamento e interventi educativi condivisi tra scuola, istituzioni e famiglie.

L’Associazione “La forma del cuore”ha partecipato lo scorso 5 dicembre ad un ciclo di incontri promossi e realizzati presso la scuola secondaria Quintino di Vona a Milano  “Riavvia il sistema. La relazione educativa nell’era digitale: che fare?”

L’evento è stato sostenuto dalle Associazioni Genitori di Tito Speri e Quintino di Vona che hanno coinvolto un numero sostenuto di genitori con i quali l’Ing. Paolo Rossetti e la Dott.ssa Daniela Scotti hanno dialogato durante la presentazione del progetto OKKIO alla C.A.C.C.A.

Il video integrale dell’incontro è reperibile al link: http://www.genitoriquintino.it/2018/10/20/ciclo-incontri-riavvia-sistema-la-relazione-educativa-nellera-digitale/


E’ partita la votazione per il Meet and Code 2018

Come già anticipato in un articolo di alcuni giorni fa, l’Associazione La forma del cuore si è aggiudicata un posto nel Meet and Code Awards 2018.

Meet and Code è un importante evento che si svolgerà dal 6 al 23 ottobre 2018 nei seguenti Paesi europei: Austria, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, UK, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Kazakistan, Macedonia, Polonia, Romania, Russia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Ucraina.

I promotori dell’evento sono l’organizzazione tedesca Haus des Stiftens gGmbH con il suo portale IT Stifter-helfen e i rispettivi partner locali del TechSoup Europe network sono i promotori dell’iniziativa. Meet and Code è un’iniziativa finanziata da SAP e quest’anno hanno deciso di suddividere l’evento in tre categorie: Kick and code, Innovation, Diversity.

Noi abbiamo deciso di partecipare per la categoria Innovation, ovvero eventi che sviluppano e promuovono metodi didattici creativi e/o esplorano le tematiche più attuali dell’IT e del digitale con un progetto educativo che unisce la robotica ai giochi che molti di voi sicuramente conosceranno con il nome di Escape Game.

Il nostro progetto intitolato Robotic Educational Escape Game ha però bisogno del tuo voto, a conferma che il nostro evento può essere un metodo didattico innovativo per i bambini e i giovani partendo dalla scuola primaria di primo grado.

Se hai già letto il nostro precedente articolo che spiega più nel dettaglio come e quando avrà luogo l’evento ( se non lo hai fatto ti invitiamo a farlo), ti chiediamo di aderire e votare cliccando sul seguente link:

https://www.meet-and-code.org/it/it/event-show/1147

Diffondi e vota per piacere Meet and Code 2018: Robotic Educational Escape Game!!!!!

 

 

Robot @ Verdeto 2018

 

“La cosa importante non è tanto che ad ogni bambino debba essere insegnato, quanto che ad ogni bambino debba essere dato il desiderio di imparare”.

Questa frase di John Lubbock è stata scritta nei primi anni del 900 nello stesso periodo in cui Albert Einstein ha pubblicato la Teoria della Relatività e nonostante siano trascorsi più di cento anni resta un monito per tutti coloro che si impegnano nella formazione delle generazioni più giovani. Lubbock e Einstein erano persone comuni che hanno oltrepassato i limiti perché mosse dalla curiosità, da quell’istinto che nasce dal desiderio di sapere qualcosa per andare oltre le certezze e scoprire nuove cose. Essere curiosi, dunque, da sapore alla vita e la scienza è un modo per organizzare la propria curiosità. Questo è lo spirito che ha animato la terza edizione della vacanza scientifica che si è tenuta all’Antica Pieve di Verdeto nella prima settimana di luglio alla quale hanno partecipato 25 giovani dell’età compresa tra i 10 e i 14 anni. Dopo la scoperta della luce della prima edizione e la scoperta di Marte della seconda, quest’anno il tema trattato è stato “il tempo”, un argomento certamente complesso che il team di educatori e ospiti, coordinati dall’Ing. Paolo Rossetti e da Don Pietro Cesena, ha saputo affrontare senza la presunzione di dare una risposta unica alla domanda che da sempre l’uomo si pone: “che cos’è il tempo?”

Come si può quindi suscitare nei bambini e nei giovani il desiderio di imparare?

Ragazzi impegnati nella ricerca di oggetti per la reazione a catena

La risposta per noi è attraverso l’esperienza.                Basta guardarli appassionarsi per lo smontaggio e il montaggio di un oggetto che scoprono, guardarli costruire una reazione a catena unendo robot a oggetti di uso comune e il modo in cui ne cambiano l’utilizzo. Basta guardarli mentre esprimono la loro fantasia.

La costruzione di una meridiana

Grazie a questo principio ispiratore, in un passaggio trapassato, presente e futuro, i ragazzi hanno potuto sperimentare e costruire con le proprie mani oggetti per la misurazione del tempo come la meridiana e la clessidra e sono venuti a conoscenza del fatto che non esiste nel cervello un meccanismo assoluto per misurare il tempo, ma che la sua percezione resta ancora oggi un mistero. Attraverso gli esperimenti proposti dal Prof. Giacomo Porcari, docente di fisica all’Istituto Marconi di Piacenza, hanno compreso i fenomeni fisici legati al tempo, con l’attore-doppiatore Luca Catanzaro hanno scoperto che il timbro della voce definisce chi siamo e la nostra storia. Con Christian Chang, giovane ricercatore di Losanna, e gli organizzatori della vacanza hanno infine viaggiato nel tempo attraverso quattro Escape Games a tema creati per stimolare la mente, la logica, l’intuito e soprattutto la collaborazione.

Una settimana intensa quindi scandita dal “tempo”, un tempo per giocare, un tempo per sperimentare, un tempo per riflettere su sé stessi e un tempo per conoscere gli altri.

 

L’impegno e il sorriso dei ragazzi per tutta la settimana, gli abbracci e gli arrivederci dell’ultimo giorno sono stati per noi organizzatori la conferma che questa vacanza scientifica può aiutare ad aprirsi a possibilità infinite. Non è pretesa che i ragazzi ne escano programmatori di robot o piccoli scienziati, ma se ognuno di loro è andato a casa con una domanda alla quale cercherà una risposta allora avremo raggiunto il nostro obiettivo di renderli più curiosi e quindi desiderosi di imparare.

Le clessidre costruite dalle quattro squadre con differenti misurazioni del tempo

Luca Catanzaro mentre dialoga con i ragazzi insegnandogli a recitare un pezzo di un’opera teatrale

Il Prof. Giacomo Porcari mentre spiega il pendolo

 

 

 

Paolo Rossetti mentre utilizza il Thymio come pendolo

 

 

 

Le leggi della fisica in una dimostrazione con i robot Thymio

 

Le leggi della fisica in una dimostrazione con i robot Thymio

 

 

Una parte della reazione a catena costruita con materiali di recupero e robot Thymio

La gita alla Pietra Parcellara